Il duello epistolare Meneghetti-Lui, Meneghetti-Forum avente per oggetto il recupero alla balneabilità del Mincio-Laghi (con relativa raccolta di firme e volonterose interrogazioni parlamentari bipartisan degli Onn. Carra e Fava), dimostra che il problema è molto sentito, nel totale disaccordo, tuttavia, sulla fattibilità dell’oggetto e sulle metodologie esecutive per realizzarlo (…..con l’aggiunta di inopportune dietrologie di carattere politico-elettorali). Premetto che anche il sottoscritto ha firmato per lo scopo, seppure con molte perplessità dovute alla complessità del problema e ai costi presumibilmente altissimi: solo per la bonifica della zona industriale si parla di più di 250 milioni di Euro (500 miliardi delle vecchie lire per intenderci meglio), destinati a lievitare per gli “imprevisti” che certe ditte “specializzate” nella materia sono appunto specializzate nell’inventarli in corso d’opera, specialmente se si tratta di denaro pubblico. Ho già avuto modo su questo giornale ed in altre sedi, di esporre quanto penso e propongo “concretamente” sul problema e che di seguito sintetizzo. - Ha ragione Gianni Lui quando afferma che il depuratore di Peschiera deve solo essere potenziato in modo che sversi in Mincio acque il più possibile pulite. Infatti ritengo che deviare gli scarichi in altri corsi d’acqua o usarle per la fertirrigazione, sposta solo il problema in altri ambiti, senza risolverlo. Aggiungo che si potrebbe intanto tentare il lagunaggio degli effluenti in zone contigue all’argine sinistro di Mincio, esistenti a valle dello sbarramento di Salionze. - E’ necessario che gli affluenti Solfero-Goldone-Osone, che rappresentano gli inquinatori di gran lunga più incidenti del depuratore di Peschiera, non recapitino direttamente in Mincio le acque colaticce irrigue estive e quelle di “prima pioggia” invernali, che sono certamente le più inquinate. Per fare ciò si potrebbe studiare la collocazione in alveo, in punti opportuni, di semplici soglie tracimanti oltre una determinata portata idrica, aventi lo scopo di deviare al lagunaggio dette acque attraverso apposite canalette o tubazioni: i bacini recipienti e le necessarie quote altimetriche mi sembra esistano nelle prossimità delle foci dei suddetti corsi d’acqua. - E’ necessario dragare e svasare l’alveo di Mincio nel tratto corrente fra il partitore di Casale di Goito e Rivalta, al fine di far defluire almeno i 50 mc/sec normativi, quando tale portata possa essere disponibile, come lo è in questo periodo o lo è stata nei mesi scorsi di Luglio-Agosto. Attualmente la portata massima defluente a valle di Casale di Goito non raggiunge i 25-30 mc/sec, il resto va nel Diversivo di Mincio a svantaggio del ricambio delle acque nei laghi. - Bonifica della zona industriale ex-montedison, IES ecc. E’ questo un problema sul quale ho avuto modo di proporre, già sulla Gazzetta del 12 settembre 2007, e di un paio di mesi fa, alcune soluzioni “hard” che non hanno suscitato riscontri dialettici da parte di nessuno (….. per mia indecenza scientifica o in ottemperanza al detto “quieta non movere, mota non quietare”?), atteso che la conca di navigazione di Valdaro la si deve comunque fare, anziché prolungare il canale navigabile sino alla darsena ex-Belleli e IES, con relativa, parallela, “barriera idraulica”. Con tale soluzione sarebbe enormemente facilitata la bonifica della falda e il “surnatante”, (alias ”porcherie galleggianti), cadrebbe per gravità nel canale (con quota 9,00 del fondo), per la depressione piezometrica che sicuramente si instaurerebbe. Ah dimenticavo… per la conca di Valdaro ci sono già tutte le autorizzazioni e l’opera è finanziata e cantierabile, mentre per il prolungamento del canale navigabile sarebbe necessario ricominciare da capo tutte le pratiche autorizzative: pertanto si vada avanti ! Si costruisca la conca e si buttino al vento milioni di euro, così come fu inutilmente costruita quella della Diga Masetti, anche se già di sapeva che la quota Vallazza non si poteva abbassare.