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Il consorzio voleva esercitare il diritto di prelazione

Venduto un pezzo di valle

Il Parco va in un procura: vogliamo vederci chiaro


di Sandro Mortari


rs_cronaca Per il momento è solo un passaggio di proprietà da un privato ad un altro privato. Però, data la delicatezza dell’«oggetto» c’è già la magistratura che se ne sta occupando. Si tratta di 88 ettari di terra, canne e acqua che si trovano nel Parco del Mincio (Comune di Porto mantovano), facenti parte della riserva naturale «Valli del Mincio».

Uno dei luoghi più pregiati dal punto di vista ambientale dell’intero Parco, importante bacino di fitodepurazione per il fiume e i tre laghi che circondano Mantova, regno di rare specie di uccelli. Insomma, un paradiso naturalistico tutelato dalla Convenzione di Ramsar e dall’Unione Europea. Ebbene, su quell’area il Parco del Mincio vuole vederci chiaro, tant’è che venerdì il suo direttore, Cinzia De Simone, su mandato del consiglio di amministrazione, si è recata in procura per presentare un esposto. «E’ un’azione di autotutela - spiega Carlo Saletta, portavoce dei Verdi di Mantova e membro del cda del Parco -. Non denunciamo alcun reato ma vogliamo chiarire quel passaggio di proprietà ». La storia è curiosa e comincia nel novembre scorso. «Al Parco - spiega Saletta - arriva una lettera da parte dei proprietari di due lotti di terreno, per un totale di circa 88 ettari, nella valli del Mincio a Porto. I signori ci informano di aver intenzione di venderli per 200 mila euro.

E ci chiedono se il Parco vuole esercitare o meno il diritto di prelazione». Il Cda, all’unanimità , decide per il sì. «Una settimana dopo - racconta Saletta - ci arriva un’altra lettera in cui i proprietari dicono di non essere più interessati a vendere. Una cosa strana, tanto che incarichiamo il direttore di seguire da vicino la vicenda». Qualche giorno fa l’epilogo; il direttore scopre che l’area e dei fabbricati che vi insistono sono stati venduti ad una società (ad un prezzo pare triplicato). Di qui la decisione del Cda di presentare l’esposto in procura. «Non c’è alcun progetto - dice Saletta - e quindi non sappiamo che cosa vorranno fare i nuovi proprietari, ma quell’area vincolata deve restare al parco». La questione si infiamma anche sul fronte politico. L’assessore all’ambiente di Mantova, Assunta Putignano, attacca il presidente del Parco, Franchini: «Chiedo perchè non abbia coinvolto gli enti pubblici interessati. Solo per caso abbiamo saputo che quelle aree erano state vendute. Noi siamo titolari del progetto, insieme al Parco, per il contratto di fiume e la balneabilità dei laghi e del Mincio e quell’area è importantissima per la sua riuscita. Se il Parco, che ha competenze di tutela naturalistica, si lascia sfuggire un’area simile, diventa un ente che non serve».

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[ Fonte: Quotidiano "Gazzetta di Mantova" del 23/01/2005 ]

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Ultimo agg. 27/05/2005 ( 4125 letture | Invia )


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