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Smaltimento illegale di reflui al limitare delle Valli del Mincio
Comunicato stampa del Parco del Mincio
Liquami versati in abbondanza nottetempo sui campi, in più luoghi nelle campagne tra Rivalta e Sacca di Goito, in periodo assolutamente vietato dalle norme regionali. Il Parco mobilita l'Arpa e la Guardia di Finanza e denuncia: "E' un attacco all'ambiente". A seguire il comunicato stampa del Parco del Mincio.
Comunicato stampa Parco del Mincio
Liquami nei campi: le conseguenze per il fiume
L’equivalente di alcune decine di campi di calcio: prati ricoperti da liquami illegalmente versati durante la notte da più autobotti i più luoghi. E’ quanto si è verificato nella notte tra mercoledì e giovedì nelle campagne al limitare dei confini della riserva Naturale delle Valli del Mincio tra Rivalta e Sacca di Goito. Le Guardie Ecologiche Volontarie del Parco del Mincio hanno effettuato i sopralluoghi, documentato fotograficamente l’accaduto e fatto scattare l’allarme. Dalla sede del Parco del Mincio è stata mobilitata l’Arpa e allertata anche la Guardia di Finanza.
“Azioni di questo tipo, offensive nei confronti della natura ma soprattutto dei cittadini, - commenta il presidente del Parco del Mincio Alessandro Benatti - rischiano di compromettere gravemente tutti gli sforzi che continuamente si fanno anche con i soldi pubblici, per proteggere e migliorare le parti più delicate e indispensabili del nostro ambiente”.
L’utilizzo (ma in questo caso si tratta di un vero e proprio smaltimento illegale) dei reflui zootecnici al di fuori del periodo consentito e in quantitativi significativi provoca una “lisciviazione dei nitrati”, significa cioè che i nitrati percolano nel suolo che in questa stagione invernale non trova il normale assorbimento di queste sostanze da parte della vegetazione coltivata nei campi. I nitrati arrivano senza trovare ostacoli o barriere alla falda superficiale e da questa arrivano ai fossi e poi al fiume. Non essendo intercettati dalle piante coltivate, visto che il suolo è nudo, di fatto arrivano al fiume così come sono. Anche l’attività batterica del suolo – che normalmente trasforma le sostanze – in inverno è enormemente rallentata.
Insomma i processi di demolizione e assorbimento delle sostanze contenute nei liquami sono rallentati nel periodo di riposo vegetativo. Ed è per questo che la Regione Lombardia con la “direttiva nitrati” ha stabilito l’assoluto divieto di spandimento da novembre a fine febbraio.
Quanto accaduto a Nord delle Valli del Mincio, a poche centinaia di metri cioè dalla più estesa zona umida interna d’Italia, è particolarmente grave perché effettuato in prossimità di una zona umida o su suoli con falda superficiale. In questo caso infatti i nutrienti, causa dell’eutrofizzazione delle acque, arrivano rapidissimamente alle acque del fiume.
I responsabili non sono ancora stati individuati ma le indagini sono in corso e i rischi per i trasgressori sono stabiliti dal decreto regionale (con sanzioni economiche da mille a 10mila euro) e dalle conseguenze penali derivanti dall’applicazione del codice dell’ambiente.
I tre inquinamenti rilevati rappresentano perciò un vero e proprio attacco all’ambiente che dimostra quanto le politiche di tutela – spesso accusate di basarsi su ipotesi visionarie – si rendano necessarie e dimostrano altresì il bisogno che il mondo dell’agrozootecnia si faccia carico, per superarla, di questa evidenza: nel terziario accanto a chi opera correttamente c’è anche chi non ha a cuore la salute del territorio e di chi lo popola.
Mantova, 21 gennaio 2010
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21/01/2010
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